sabato 31 dicembre 2011

Nuovi importi del contributo unificato in vigore dall'1 gennaio 2012

L’articolo 28 della "Legge stabilità" ha introdotto nuove disposizioni, in vigore dall'1 gennaio 2012, in materia di contributo unificato, apportando modifiche al T.U. spese di giustizia. In particolare, il contributo è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione ed è raddoppiato per i processi dinanzi alla Corte di cassazione.

Inoltre, è stato esteso l’obbligo di versamento del contributo ai casi in cui una parte effettui modifiche della domanda, proponga domanda riconvenzionale, formuli chiamata in causa o svolga intervento autonomo.


Di seguito la tabella tratta dal sito dell'Ordine degli avvocati di Milano.

Qui la campagna contro i continui aumenti del contributo unificato.

Qui la tabella in vigore dall'1 gennaio 2013




Esenzioni 
Nulla è dovuto per: 
- Processi già esenti, secondo previsione legislativa e senza limiti di competenza o di valore, dall’imposta di bollo o da ogni; 
spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura; 
- Processi di rettificazione di stato civile; 
- Processi in materia tavolare; 
- Processi esecutivi per consegna e rilascio (non più esenti dal 6 luglio 2011). 
- Processi, anche esecutivi, di opposizione e cautelari, in materia di assegni di mantenimento della prole; 
- Altri processi riguardanti la prole. 
- Processi di cui al titolo II, capi II, III, IV, V del libro IV del cod. proc. civ. (1) 
- Processi di cui all'art. 3 della L. 24 marzo 2001, n. 89 (Legge Pinto). 
La ragione dell'esenzione deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni dell'atto introduttivo. 

Importi Contributo Unificato 

VALORE DELLA CONTROVERSIA                     CONTRIBUTO 
A) fino a € 1.100,00                                                  € 37,00
Il medesimo importo è previsto per: 
- Processi in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie (dovuto dal 6 luglio 2011)  (2).
C.U. dovuto per le parti titolari di reddito imponibile ai fini IRPEF (risultante dall’ultima dichiarazione) superiore a € 31.884,48   
- Procedimenti di cui all’art. 711 Cpc (Separazione consensuale dei coniugi) (dovuto dal 6 luglio 2011) 
- Procedimenti di cui all’art. 4, c. 16 L. 898/1970 (divorzio – domanda congiunta) (dovuto dal 6 luglio 2011) 
B) Superiore a € 1.100,00 fino a € 5.200,00            € 85,00
Il medesimo importo è previsto per: 
- Processi di volontaria giurisdizione. 
- Processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo I e capo VI del cod. proc. civ. (3) 
- Processi contenziosi di cui all’art. 4 L. 898/1970 (divorzio giudiziale) 
- Procedimenti in camera di consiglio del tribunale fallimentare. 

C) Superiore a € 5.200,00 fino a € 26.000,00          € 206,00                
Il medesimo importo è previsto per: 
- Processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del Giudice di Pace. 


D) Superiore a € 26.000,00 fino a € 52.000,00        € 450,00
Il medesimo importo è previsto per: 
- Processi civili di valore indeterminabile. 

E) Superiore a € 52.000,00 fino a € 260.000,00      €   660,00
F) Superiore a € 260.000,00 fino a € 520.000,00    € 1.056,00
G) Superiore a € 520.000,00                                 € 1.466,00
Il medesimo importo è previsto qualora manchi la dichiarazione relativa al valore della causa. 


PROCESSI DI ESECUZIONE  
‐ Processi di esecuzione immobiliare: il C. U. dovuto è pari a € 242,00; 

‐ Processi di esecuzione mobiliare di importo inferiore a € 2.500,00: il C. U. è pari a € 37,00; 

‐ Altri processi esecutivi: il C. U. è pari a € 121,00 (metà del C. U. previsto per i processi esecutivi immobiliari). 
PROCESSI DI OPPOSIZIONE AGLI ATTI ESECUTIVI 
Il C. U. dovuto è pari a € 146,00. 
PROCEDIMENTI DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Oltre al C. U. determinato in base agli scaglioni, è dovuto un importo pari all’imposta fissa di registrazione dei provvedimenti giudiziari (€ 168,00). 

CONTRIBUTO DIMEZZATO (rispetto allo scaglione di riferimento)
‐ Procedimenti speciali previsti nel libro IV, titolo I (procedimenti sommari) del cod. proc. civ.; (4) 

‐ Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo; (5) 

‐ Giudizio di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento; 

‐ Processi per controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego;  (2)
C.U. dovuto in base agli scaglioni per le parti titolari di reddito imponibile ai fini IRPEF (risultante dall’ultima dichiarazione) superiore a € 31.884,48.
‐  Procedimenti  di  sfratto  per  morosità:  per  i  quali  il  valore  della  causa  si  determina  in  base  all'importo  dei  canoni  non corrisposti alla data di notifica dell'atto di citazione per la convalida; 

‐ Procedimenti di finita locazione: il cui valore si determina in base all'ammontare del canone di un anno. 
MANCATA INDICAZIONE DI FAX, PEC E C. F. (processo civile e tributario)
Ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio numero di fax ai sensi del primo comma dell’articolo 125 (contenuto e sottoscrizione degli atti di parte) del codice di procedura civile e il proprio indirizzo di posta elettronica certificata ai sensi del comma 1‐bis dell’articolo 16 (comunicazioni e notificazioni) del D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nell’atto introduttivo del giudizio o, per il processo tributario, nel ricorso il C. U. è aumentato della metà
PROCEDURE FALLIMENTARI (dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura)
Il C. U. dovuto è pari a € 740,00. 

INSINUAZIONE TEMPESTIVA AL PASSIVO 
Il C. U. non è dovuto. 

INSINUAZIONE TARDIVA AL PASSIVO 
Il C. U. non è dovuto con riferimento ai fallimenti “nuovo rito”, cioè dichiarati a partire dal 16 luglio 2006. Per i fallimenti dichiarati prima della suddetta data, il contributo unificato è calcolato in base al valore del credito per cui si procede. 

PROCEDIMENTI ex art. 23 L. 24 novembre 1981, n. 689
Gli  atti  del  processo  sono  soggetti  soltanto  al  pagamento  del  C.  U.

RICORSI AMMINISTRATIVI (6) 
Per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato, il C. U. è dovuto nei seguenti importi:  
a) C. U. pari a € 300,00 per: 
‐ricorsi previsti dagli articoli 116 e 117 del D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104; 
‐ ricorsi aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso nel territorio dello Stato; 
‐ ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza del giudicato. 
b) C. U. dimezzato per le controversie concernenti rapporti di pubblico impiego; 
c) C. U. pari a € 1.500,00 per i ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a determinate materie previsto dal Libro IV, Titolo V, del D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, nonché da altre disposizioni che richiamino il citato rito;  
d) C. U. pari a € 4.000,00 per i ricorsi di cui all’articolo 119, comma 1, lettere a) e b), del D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104;  
e) C. U. pari a € 600,00 per: 
‐ tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti; 
‐ ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente.  

I predetti importi sono aumentati della metà ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio recapito fax, ai sensi dell'articolo 136 del Codice del Processo Amministrativo di cui al D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nel ricorso. L’onere relativo al pagamento dei suddetti contributi è dovuto in ogni caso dalla parte soccombente, anche nel caso di compensazione giudiziale delle spese e anche se essa non si è costituita in giudizio.  Ai  fini  predetti,  la  soccombenza  si  determina  con  il  passaggio  in  giudicato  della  sentenza.  
Per  ricorsi  si  intendono  quello principale, quello incidentale e i motivi aggiunti che introducono domande nuove. 
Il C. U. non è dovuto per i ricorsi previsti dall'art. 25 della L. n. 241 del 1990 avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 195, di attuazione della dir. 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale.  

AZIONE CIVILE NEL PROCESSO PENALE 
L'esercizio dell'azione civile nel processo penale non è soggetto al pagamento del contributo unificato, se è chiesta solo la condanna generica del responsabile. 
Se è chiesta, anche in via provvisionale, la condanna al pagamento di una somma a titolo di risarcimento del danno, il contributo è dovuto, in caso di accoglimento della domanda, in base al valore dell'importo liquidato e secondo gli scaglioni di valore. 
PROCEDIMENTI IN MATERIA DI LOCAZIONE, COMODATO, OCCUPAZIONE SENZA TITOLO E IMPUGNAZIONE DI DELIBERA CONDOMINIALE 
Il contributo è dovuto in base al valore della causa. 

CAUSE E ATTIVITÀ CONCILIATIVE in sede non contenziosa di valore inferiore a € 1.033,00 (e provvedimenti ad esse relativi)
È dovuto il solo contributo unificato secondo gli importi previsti dall’art. 13 di cui al DPR 30 maggio 2002, n. 115, e succ. mod. (art. 46, c. 1 della L. 21 novembre 1991, n. 374 – Istituzione del giudice di pace, come sostituito dalla Legge Finanziaria 2005). 
Il Ministero della Giustizia con la nota del 30 dicembre 2004 sottolinea “che essi sono stati assoggettati soltanto al pagamento del  contributo  unificato,  secondo  quanto  previsto  dal  comma  308  dell'articolato  approvato,  ferme  restando  l'esenzione dall'imposta di bollo e di registro e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura, come originariamente previste.

Note 
(1) I capi II, III, IV, V del titolo II del libro IV del cod. proc. civ. trattano rispettivamente: 
- dell'interdizione e dell'inabilitazione e dell’amministrazione di sostegno; 
- disposizioni relative all'assenza e alla dichiarazione di morte presunta; 
- disposizioni relative ai minori, agli interdetti e agli inabilitati; 
- dei rapporti patrimoniali tra i coniugi. 

(2) l’ importo è stato modificato in sede di conversione del D.L. 6 luglio 2011, n. 98 (vigente dal 17 luglio 2011).  Dal 6 al 16 luglio il limite di reddito era stato indicato in € 21.256,32. 

(3) Il capo I e il capo VI del titolo II del libro IV del cod. proc. civ. riguardano rispettivamente: 
- la separazione personale dei coniugi (non più esente dal 6 luglio 2011); 
- le disposizioni comuni ai procedimenti in camera di consiglio. 

(4) I capi I, II, III, III‐bis, IV, del titolo I del libro IV del cod. proc. civ. trattano rispettivamente: 
- del procedimento d'ingiunzione; 
- del procedimento per convalida di sfratto; 
- dei procedimenti cautelari; 
- del procedimento sommario di cognizione (Capo III‐bis inserito con L. 18 giugno 2009, n. 69) 
- dei procedimenti possessori. 

Con riferimento all’applicazione del contributo unificato al procedimento sommario di cognizione, il Ministero della Giustizia, con circolare 4 agosto 2009, chiarisce che “al nuovo procedimento sommario di cognizione, disciplinato dall’articolo 702‐bis c.p.c., debba applicarsi la riduzione del contributo unificato prevista dall’articolo 13, comma 3, del Testo Unico delle spese di giustizia, alla luce del testuale riferimento ivi contenuto ai processi speciali previsti nel libro quarto, titolo I, del codice di procedura civile. Nei casi, invece, in cui il procedimento prosegua con rito ordinario ai sensi del terzo comma dell’articolo 702‐ter c.p.c., secondo un criterio di interpretazione sistematica, deve ritenersi che la parte che ha versato il contributo unificato iniziale debba effettuare l’integrazione per la metà non pagata del contributo medesimo. Ciò in quanto con la conversione del rito, disposta dal giudice ai sensi del citato terzo comma dell’articolo 702‐ter c.p.c., si applicano al processo le disposizioni del libro secondo del codice di procedura civile, espressamente richiamate, per le quali il contributo è dovuto per intero. (...) Si fa presente, infine, che per il procedimento di appello, di cui all’articolo 702‐quater c.p.c., il contributo unificato è dovuto per intero.

(5)  Nell’ipotesi  in  cui,  contestualmente  all’atto  di  opposizione  a  decreto  ingiuntivo  venga  formulata  una  domanda  riconvenzionale  (es. risarcimento danno o compensazione credito), occorre procedere al calcolo del contributo unificato anche in relazione alla detta domanda riconvenzionale  (nella  misura  intera)  provvedendo  al  pagamento  del  contributo  unificato  della  domanda  riconvenzionale,  se  superiore  a quello  previsto  per  l’opposizione  a  decreto  ingiuntivo  (calcolato  invece  nella  misura  del  50%),  ovvero,  al  pagamento  del  contributo unificato dell’opposizione (calcolato nella misura del 50%), se superiore a quello dovuto per la domanda riconvenzionale. 
Esempio: 
Opposizione a decreto ingiuntivo di valore pari a € 25.000,00 con domanda riconvenzionale di valore pari a € 30.000,00   il contributo unificato da versare – è di € 450,00, cioè il contributo per la domanda riconvenzionale, che assorbe il minore contributo di € 103,00 dovuto per l’opposizione a decreto ingiuntivo (50% di € 206,00). 
Nel caso invece di: 
Opposizione a decreto ingiuntivo di valore pari a € 100.000,00 con domanda riconvenzionale di € 10.000,00 il contributo unificato da versare  è  quello  dovuto  per  l’opposizione  a  decreto  ingiuntivo,  pari  a  €  330,00 (50%  di  €  660,00),  che  assorbe il  minore  contributo  di  € 206,00 dovuto per la domanda riconvenzionale. 

(6) Nei casi contrassegnati dalla presente, per ricorsi si intendono quello principale, quello incidentale e i motivi aggiunti che introducono domande nuove. 


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